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Mamme sole

Non sempre l'arrivo di un bambino avviene all'interno di una coppia: talvolta per scelta, talvolta per gli eventi della vita, la donna si trova da sola ad affrontare la gravidanza e la nascita del bambino. Laddove è possibile e lo si desidera, nell'interesse del bambino e dello sviluppo della sua identità, si consiglia di mantenere dei buoni rapporti col papà del bambino. Un riconoscimento di paternità può essere fatto già durante la gravidanza. Mettere al mondo un bambino non è un evento che concerne solo la sfera privata, resta un evento che avviene e coinvolge la comunità in cui vive la mamma. In queste situazioni la rete di familiari, amici e conoscenti è molto importante per condividere le gioie da un lato, ma anche per ricevere un appoggio nei momenti di stanchezza e difficoltà. È importante che la donna possa contare sul sostegno morale e materiale di qualcuno. I professionisti che la seguono durante e dopo la gravidanza - medico, levatrice, psicologo, assistente sociale - sono un valido punto d'appoggio per aiutarla a superare i momenti più impegnativi. È opportuno organizzarsi per tempo, in modo tale da ridurre il più possibile i fattori di stress dopo il parto: valutare l'adeguatezza dell'alloggio, procurarsi il materiale per accudire il bebè, concordare il momento di ripresa e la percentuale lavorativa dopo il parto, informarsi sulla durata del congedo maternità pagato, sul diritto a eventuali sussidi, informarsi e prendere accordi sulla sistemazione del bambino durante il tempo di lavoro. Una volta nato il bambino occorrerà stabilire la paternità. Gli scopi sono quelli di preservare i diritti del bambino a conoscere i genitori naturali, di assicurare che il suo sostentamento economico sia suddiviso fra entrambi i genitori. Il padre può far valere i suoi diritti nei confronti del bambino. Se il padre è d'accordo, si tratta di una formalità burocratica. Se il genitore non vuole riconoscere il figlio, ma la paternità è appurata, è tenuto per legge a riconoscerlo. La madre ha il diritto di non rivelare il nome del padre, in questo caso lo stato nomina un tutore il cui scopo è quello di curare gli interessi del bambino nel caso in cui la madre sia inabile. Nel caso in cui si avesse difficoltà ad affrontare la situazione in cui ci si trova, consigliamo di parlarne con il proprio ginecologo o di prendere contatto con altri professionisti del settore. Per le procedure burocratiche, ci si può rivolgere ai vari servizi, in primis quelli del servizio sociale del comune.

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